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Supplementare per riparare

Un’ottimizzazione supplementare della dieta abituale appare associata al miglioramento del decorso delle lesioni cutanee croniche , nei pazienti anziani obesi  in assistenza domiciliare.


Questo è quanto è stato dimostrato in America studiando 31 soggetti anziani, obesi già portatori di ulcere da pressione (PU - 67,8 ± 17,9 anni) o ulcere da stasi venosa (VSUs - 65,8 ± 18,4 anni) e posti in assistenza domiciliare. Si partiva dall’ipotesi primaria di valutare le possibili relazioni esistenti tra dieta abituale, misure antropometriche e gravità e decorso delle ulcere.

In tutti i soggetti reclutati sono state misurate le variabili antropometriche (peso, altezza, circonferenza della vita [WC]) e il rischio di sviluppo di ulcere gravi da pressione è stato valutato con metodo già validato (Braden Pressure Ulcer Risk Assessment score) secondo il National Pressure Ulcer Advisory Panel. Per l’accertamento del food intake  è stato utilizzato un questionario con recall di 3 giorni consecutivi. Analizzando i dati ottenuti si è evidenziato che la dieta abituale dei soggetti osservati era adeguata alle raccomandazioni e ai fabbisogni per molti nutrienti tranne che per: fibre, vitamina D, vitamina E, vitamina K, acido folico, calcio, magnesio e potassio.

Dopo diverse supplementazioni la situazione migliorava, ma non del tutto. Più precisamente, secondo un’analisi multivariata, l’aggravamento delle ulcere appariva correlabile alla scarsa assunzione di vitamina K, di vitamina A, magnesio e proteine.


Fonte


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21645427

Can J Diet Pract Res. 2011 Summer;72(2):77-82. doi: 10.3148/72.2.2011.77.

Dietary intake in clients with chronic wounds.

Amputazioni da evitare

Sono più di 7000 l'anno le amputazioni maggiori e minori in Italia.

Oltre all'estremo disagio umano, questo corrisponde a giornate di degenza e costi per la sanità.

L'AIP (Associazione Italiana Podologi) in collaborazione con l‘Università La Sapienza, ha messo a punto un progetto di assistenza al paziente diabetico individuando linee guida su cosa fare per ridurre il numero delle amputazioni.

Uno studio statunitense ha infatti dimostrato che il 60 % delle amputazioni può essere evitato grazie all'assistenza del podoiatra-podologo.

Fondamentale quindi la collaborazione tra Medico di Medicina generale, Diabetologo e podologo.

Fonte

Quotidiano Sanità 16 Aprile 2016