|

Ulcere cutanee agli arti inferiori

Fisiopatologia e diagnosi differenziale nelle ulcere vascolari a diversa eziologia

Accanto alle ulcere neurotrofiche, localizzate tipicamente al di sotto della callosità o nei punti di pressione (faccia plantare della prima o della quinta articolazione metatarso-falangea) e caratteristiche di pazienti diabetici di lunga data con ipoestesia irregolare, riconoscono una eziologia vascolare quelle ischemiche e quelle da stasi , ossia le ulcere venose.

 

Insieme a queste ultime, che di per sé coprono il 95 % delle lesioni della gamba, vi sono casi difficilmente classificabili fra cui l'ulcera da vasculite, le ulcere associate ad artrite reumatoide o ad altre patologie del collagene, l' ulcera ipertensiva e l'ulcera luetica.

 

Le ulcere di vecchia data, resistenti alla terapia, possono essere espressione di una sottostante osteomielite oppure di una lesione tumorale secondaria.

 

Inoltre, è da tenere presente il fatto che le ulcere della gamba possono essere l'espressione di fistole artero-venose le quali causano la dilatazione delle vene superficiali che, a differenza delle semplici varici, sono pulsanti.

Fisiopatologia dell'ulcerazione del “piede diabetico”

Le ulcere del piede e le amputazioni delle estremità degli arti inferiori rappresentano spesso complicazioni derivate dalla malattia diabetica.

Le lesioni del piede diabetico si manifestano frequentemente in seguito alla combinazione di due o più fattori di rischio che sopraggiungono congiuntamente.

 

La neuropatia sensitiva è accompagnata dalla perdita della sensibilità al dolore, dell'avvertenza della pressione, della temperatura e degli stimoli propriocettivi.

A causa di tale perdita sensoriale, eventuali stimoli dannosi o traumi non vengono percepiti.

La neuropatia motoria comporta invece atrofia e debolezza dei muscoli intrinseci del piede.

 

Questi fenomeni determinano infine deformità nella flessione delle dita ed anomalie della deambulazione.

Le deformità possono comportare la comparsa di aree di maggior carico, per esempio, sotto le teste metatarsali e sotto le dita.

 

Iil flusso sanguigno aumenta attraverso gli shunt artero-venosi, con conseguente piede caldo, edematoso e dilatazione delle vene dorsali.

La mobilità articolare nei pazienti diabetici può risultare limitata probabilmente a causa della glicazione delle proteine nelle articolazioni, nei tessuti molli e nella cute.

 

Le deformità del piede, le anomalie della deambulazione e la limitata mobilità articolare sono condizioni destinate a sfociare in un alterato carico biomeccanico del piede, con elevata compressione plantare e con un possibile aumento del carico trasversale.

 

A causa della perdita della sensibilità protettiva, non vengono avvertiti i continui traumatismi a seguito della deambulazione e, come normale risposta fisiologica, si assiste alla formazione di una callosità.

Il callo si comporta come un corpo estraneo e può aumentare ulteriormente la pressione locale a carico della cute.